Caso Fontana: la Federazione risponde "può allenarsi da sola ma richieste economiche irraggiungibili"

Caso Fontana: la Federazione risponde 'può allenarsi da sola ma richieste economiche irraggiungibili'
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Caso Fontana: la Federazione risponde "può allenarsi da sola ma richieste economiche irraggiungibili"

Dopo le esternazioni della campionessa olimpica, arriva a stretto giro di posta la risposta della Federazione Italiana Sport Ghiaccio.

Dopo aver espresso "stupore e rammarico per le gravi esternazioni", la nota esprime quanto la Federazione sia consapevole di "quanto Arianna Fontana rappresenti un patrimonio dello sport italiano" e di quanto, in silenzio si sia lavorato con il CONI per garantirle le migliori condizioni possibili. 

Viene accettata la richiesta della campionessa valtellinese di non aggregarsi alla Nazionale italiana e la Federazione si rende nuovamente disponibile "a prendersi carico dei costi di allenamento e preparazione insieme allo staff scelto da Fontana nel luogo ritenuto più adatto alle proprie esigenze". La condizione è che Arianna prenda parte alle competizioni internazionali con la nazionale italiana accompagnata dal suo tecnico per le gare individuali e dal tecnico federale per le gare a squadra. 

A tale fine la FISG è disposta a riconoscere una somma di 200.000 euro a stagione, "una cifra", segnala la nota, "neanche lontanamente vicina alla somma irraggiungibile richiesta da Fontana per il quadriennio in corso". 

Viene, infine, ricordato come la vicenda denunciata ai Giochi di Pechino e ripresa dalla pattinatrica ezzurra sia stata oggetto di archiviazione da parte della Procura federale e della Procura generale del CONI. In coda arriva la stoccata: "Quel che è certo è che d’ora in avanti la FISG non tollererà ulteriori accuse, avvertimenti o intimidazioni da parte di Fontana. L’interesse federale, come già espresso dal Presidente Gios a Pechino in occasione dei Giochi Olimpici Invernali, è la tutela e la salvaguardia del lavoro di un’intera Nazionale e di un intero movimento, che verranno sempre prima degli interessi di un singolo atleta, per quanto vincente.

Le medaglie sono e restano importanti, ma non lo saranno mai più del rispetto, dell’educazione, della professionalità e della correttezza"

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