Breezy Johnson fa chiarezza: "Mi sono fermata per un caso legato ai controlli antidoping"

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Breezy Johnson fa chiarezza: "Mi sono fermata per un caso legato ai controlli antidoping"

La velocista statunitense, non presente alle gare di Sankt Moritz, ha spiegato perchè la sua stagione si è interrotta: è coinvolta nelle indagini preliminari per un potenziale caso di "whereabouts", ovvero i controlli a sorpresa ai quali sono sottoposti gli atleti professionisti.

Breezy Johnson aveva cominciato con tanta fiducia la stagione che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto riportarla al vertice, lei che prima dell'infortunio che l'ha costretta a saltare anche le Olimpiadi 2022, era più volte salita sul podio in discesa pur non riuscendo ancora a vincere.

Protagonista nell'unica prova a Zermatt-Cervinia, ecco che non trovarla nei training e poi in gara a Sankt Moritz aveva posto tante domande sulla situazione. Questa sera, è stata la 27enne velocista a stelle e strisce a fare chiarezza: Johnson è coinvolta in un potenziale caso di “whereabouts”, ovvero la serie di controlli antidoping a sorpresa, con la necessità da parte degli atleti di fornire le informazioni sulla propria reperibilità.

Dopo la terza violazione, scatta la procedura sanzionatoria. “Sono coinvolta in un potenziale caso di whereabouts con USADA (l'agenzia antidoping statunitense, ndr) – le parole di Breezy a mezzo social – Siamo ancora in una fase preliminare, ma per rispetto verso i miei colleghi ho deciso di non competere finchè la questione non sarà risolta.

Voglio sottolineare che un caso di whereabouts non prevede che ci sia stato alcun utilizzo di sostanze vietate, il mio caso riguarda l'aggiornamento corretto o meno sulle informazioni per la reperibilità. Sono e sono sempre stata un'atleta pulita”.

La stessa compagna di squadra Mikaela Shiffrin, anche a livello pubblico, non ha mancato di sostenere Breezy in questa fase così complicata.

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