Per la sua gente, è tornato il mostro "Odi" in versione gigante: "Una motivazione pazzesca, è la giornata dell'anno"

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Per la sua gente, è tornato il mostro "Odi" in versione gigante: "Una motivazione pazzesca, è la giornata dell'anno"

Con la cinquina nel gigante sulla Chuenisbargli, Marco Odermatt ha eguagliato Ingemar Stenmark nella gara simbolo di Adelboden, vincendola però consecutivamente e quest'oggi piegando due sontuosi Pinheiro Braathen e Anguenot. Parola ai protagonisti del podio.

Se negli ultimi due giganti, al di là dei risultati, non era parso il miglior Odermatt e, di sicuro, almeno per la gara sulla Gran Risa il motivo era anche legato alla fatica delle sfide di velocità in Val Gardena, oggi nell’arena di Adelboden abbiamo rivisto, sin da una prima manche sontuosa e perfetta per 4/5, prima di concedere qualcosa sul muro conclusivo, la versione extra-lusso del fenomeno che sta dominando anche quest’anno la Coppa del Mondo.

Se l’ipoteca sulla quinta sfera di cristallo consecutiva è già tale, non era scontato tornare ad indossare il pettorale rosso, ma complice anche l’uscita di Stefan Brennsteiner (dopo un avvio già negativo, il salisburghese era 21° al giro di boa), e invece nella sua giornata perfetta, l’asso rossocrociato si è ripreso tutto.

Ora sono 95 pt di vantaggio sull’austriaco e soprattutto è arrivato, con il terzo hurrà stagionale in gigante, il timbro 51 in CdM e la cinquina in serie di successi nel tempio, la Chuenisbargli di Adelboden dove Marco domina dal 2022.

Cinque perle nel gigante più iconico come Stenmark, con il lutto al braccio per non dimenticare la tragedia di Crans-Montana. “Il segreto è questa gente, mi ha dato una motivazione incredibile – ha spiegato Odermatt nelle prime interviste del post gara – Mi ha fatto spingere al massimo dalla prima porta di questa mattina, anche se ogni anno è sempre più difficile vincere: al tempo stesso c’è una pressione extra, ma la prima del 2022 credo rimarrà unica per me”.

Parlando a Eurosport, il leader della generale e ora pure di specialità ha aggiunto: “Oggi eravamo qui a combattere per ogni centesimo, ma con i pensieri ad ogni famiglia suo malgrado vittima della tragedia di Crans-Montana. Speriamo di aver dato un po’ di felicità con questa gara”.

Secondo a 49 centesimi dal fuoriclasse di Buochs, c’è un gran Lucas Pinheiro Braathen sul secondo gradino del podio: “Provo talmente tante emozioni dopo questa gara – ha confessato il brasiliano, riferendosi in particolare ad un episodio – Adelboden è sempre stata unica, ma è la prima volta che arrivo al traguardo dopo l’infortunio che ho subito qui nel 2021.

Sono orgoglioso di averlo superato, ci ho messo tanti anni e finisco direttamente sul podio; le parole non possono descrivere cosa ti tira fuori questo luogo, le persone che ti danno così tante vibrazioni, anche se non sei svizzero tifano per te e si tramuta in energia da mettere nella performance”.

“E’ incredibile tornare sul podio un anno dopo un’altra gara come l’Alta Badia – ha dichiarato, sempre a Eurosport, un Léo Anguenot alla seconda volta in CdM a questi livelli, appunto dopo il 2° posto sulla Gran Risa a fine 2024 – Era ghiacciato e difficilissimo, nonostante la nevicata, una pista in condizioni incredibili che, però, mi piacciono molto.

Ho cercato di rimanere calmo dopo il 4° crono della prima manche, ho fatto esattamente ciò che avevamo stabilito nel piano. Adelboden è pazzesca, vedere la luce verde qui è speciale, un momento semplicemente indimenticabile”.

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