Paolo De Chiesa: "Brignone è una superstar dello sci e polivalente come nessuno mai in Italia"

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Paolo De Chiesa: "Brignone è una superstar dello sci e polivalente come nessuno mai in Italia"

Nell'ultima puntata di "Ghiaccio Verde", Paolo De Chiesa, intervistato da Dario Puppo, fa il bilancio sulla Coppa del Mondo di sci chiusa in anticipo a causa del Coronavirus e celebra lo storico successo di Federica Brignone.

La Coppa del Mondo e la stagione della neve hanno dovuto alzare bandiera bianca anticipatamente, a causa dell'emergenza Coronavirus.

Ecco che, grazie al lavoro di Dario Puppo, abbiamo realizzato l'ultima puntata di “Ghiaccio Verde” in collegamento con Paolo De Chiesa, per analizzare questo finale così particolare, ma al tempo stesso emozionante e storico per l'Italia, visto che è arrivata la prima sfera di cristallo assoluta nella storia dello sci femminile azzurro.

“Fa effetto parlare di sci dopo essere sprofondati in questo problema planetario – confessa De Chiesa – ma è giusto celebrare con voi una stagione che, seppur interrotta, è stata bellissima e con l'impresa di Federica. Certo, complessivamente sono saltate 11 gare, ma vi faccio l'esempio di Vittorio Brambilla, pilota di F1 che vinse in Austria nel 1975 una gara conclusa anticipatamente per pioggia; mai ho pensato che non meritasse il successo, semplicemente Brignone è stata la più brava nell'arco di 30 gare, poi è ovvio che il dramma Shiffrin abbia inciso”.

Sull'evoluzione della valdostana, De Chiesa spiega: “E' migliorata tecnicamente e maturata mentalmente, ora è una superstar a 360°, è nel gotha dello sci. Una vera polivalente come mai nessuno prima in Italia, la stessa Deborah Compagnoni non potè mai dimostrarlo al 100% a causa degli infortuni. Basti pensare che Federica è salita sul podio in tutte le classifiche di specialità tranne lo slalom, dove comunque è cresciuta: prima di quest'anno, non era mai arrivata nelle prime tre di una graduatoria finale, eccezion fatta per la combinata”.

La Coppa del Mondo maschile vinta da Kilde? L'ex Valanga Azzurra riconosce i pieni meriti del norvegese: “Nell'altalena al vertice che abbiamo vissuto per tutto l'anno è toccato a Kilde prendersi lo scettro, ma è stato bravissimo crescendo a dismisura in gigante e facendo bene anche gli slalom delle combinate. Pinturault era il mio favorito dopo il grande week-end di Hinterstoder e con le gare di Kranjska Gora a disposizione, ma è stato giusto fermare tutto”.

Infine, una bella analisi sul futuro ideale per la Coppa del Mondo, “con una rivisitazione dei punteggi per valorizzare le vittorie, ma soprattutto un calendario che eviti di vedere Ofterschwang piazzata a marzo oppure paralleli e combinate nei week-end. Solo questione di buon senso...”.

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