Bastava avere Fede. Ci inchiniamo alla tigre dopo la... Erta: "Manca solo quel pizzico di fiducia per la spinta finale"

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Bastava avere Fede. Ci inchiniamo alla tigre dopo la... Erta: "Manca solo quel pizzico di fiducia per la spinta finale"

Il 6° posto di Federica Brignone nella gara del ritorno in Coppa del Mondo, dopo il gravissimo infortunio dello scorso 3 aprile, raccontato dalla stessa fuoriclasse di La Salle, che ora punterà agli allenamenti in velocità a Cortina in chiave olimpica. Anche Sinner la incorona: "Quello che ha fatto è unico".

E’ arrivata al traguardo della 2^ manche con quella luce verde accesa, che ha visto quasi sempre nel corso della passata stagione, sognata da una decina di mesi.

Eppure, non ha urlato impazzendo di gioia, anche se il suo volto era sorridente come nei giorni belli, prima di dedicarsi all’abbraccio del pubblico ai piedi della Erta che, in gran parte, era lì per lei.

Federica Brignone oggi è stata davvero unica, rientrando dopo 292 giorni dalle devastanti fratture alla gamba sinistra, con una prestazione e un risultato, il 6° finale nel gigante di San Vigilio di Marebbe che ha visto trionfare ancora Julia Scheib. Ora la missione, dopo aver rotto il ghiaccio, sarà quella di ridurre il gap dalle migliori, che sono proprio coloro oggi sul podio della gara più difficile del circuito, in ottica olimpica.

Il tempo è pochissimo verso Cortina e Fede ora deve pure allenarsi in velocità, perché il programma a brevissimo termine prevede il lavoro a Cortina pensando a discesa e super-g che, ai Giochi, saranno i primi appuntamenti.

Niente Spindleruv Mlyn sabato prossimo? Si deciderà nelle prossime ore, ma la top 15 della WCSL ora è garantita per il gigante a cinque cerchi e, considerando anche la logistica complicata per viaggiare verso la Repubblica Ceca, difficilmente si cambierà. “Tagliare il traguardo e vedere la luce verde… oggi ci sono state tante emozioni, ma è stato davvero difficile – le prime parole della tigre di La Salle a Rai Sport – Sono contentissima e orgogliosa, non ho pensato e non penso al risultato. Spindleruv Mlyn? Ne parleremo ancora, ma il programma è tornare a Cortina e fare velocità per capire se riesco a partecipare alle gare, c’è bisogno di prendere confidenza. Anche in gigante, mi è mancato osare nella 2^ manche e me ne sono accorta, quel pizzico di fiducia in più che serve per stare davanti. Lascio San Vigilio felice, ma non mi accontento”.

E tramite l’ufficio stampa federale, ha poi aggiunto che “il programma continuerà ad essere definito giorno per giorno. Se mi troverò a mio agio su salti e nei passaggi sui dossi con gli sci lunghi, valuteremo per Crans-Montana che è un’altra pista molto esigente (e che adora, ndr). Da qui ai Giochi la mia strada sarà quella che mi fa fare più passi avanti per tornare veloce.

Con tutta l’adrenalina e l’emozione di oggi, confesso che il dolore è stato meno del solito: sono quasi riuscita a partire bene dal cancelletto, cosa che mi fa molto male”.

Anche Jannik Sinner ha parlato di Federica Brignone in sala stampa a Melbourne, pochi minuti dopo aver vinto il suo primo match agli Australian Open, lui legatissimo al mondo della neve. E non è stato banale il fuoriclasse pusterese: “Lo sci e il tennis sono sport totalmente diversi perché sulle piste se ti fai male durante la stagione, sei fuori tutto l’anno, è davvero pericoloso come sport e quello che ha fatto e sta facendo Federica, al di là del risultato, per riuscire a vivere l’Olimpiade è qualcosa di incredibile.

Le auguro tutto il meglio perché so quanto ha faticato, quanto ha sofferto, il tempo speso per la riabilitazione, la palestra. Ha fatto qualcosa di unico. Lei, come anche Sofia Goggia che in passato si era fatta molto male, sono atlete fenomenali”.

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